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Il metaverso ha una componente virtuale diversa dalla VR tradizionale

Si potrebbe essere tentati di confondere il metaverso con un mondo di realtà virtuale. Certo, il metaverso è un mondo virtuale in cui si può esplorare, interagire e creare contenuti. Tuttavia, le differenze rispetto a un mondo virtuale “tradizionale” sono estremamente significative e meritano di essere condivise.

Piattaforme aperte e mondi interconnessi

La prima differenza è che il metaverso tende a basarsi su piattaforme aperte che consentono agli utenti di sviluppare e condividere contenuti e applicazioni. Inoltre, il metaverso offre agli utenti l’opportunità di guadagnare denaro e altre forme di ricompensa per la creazione e la condivisione di contenuti, cosa che raramente si trova nei mondi virtuali classici.

Il metaverso, inoltre, non è un singolo mondo virtuale, ma una rete di mondi virtuali interconnessi. Ogni mondo virtuale del metaverso può essere progettato e gestito indipendentemente dagli altri, offrendo agli utenti un’ampia gamma di scelte e opzioni per la loro esperienza. Ogni mondo virtuale può avere le proprie regole e caratteristiche, ma i visitatori possono muoversi liberamente da un mondo all’altro.

In una tale moltitudine di “universi”, il metaverso consente agli utenti di creare e condividere contenuti e applicazioni con altri utenti, permettendo un livello di interazione e collaborazione senza precedenti in un ambiente altamente personalizzabile. Questo permette agli utenti di modificare e migliorare il metaverso stesso, così come i loro avatar. Il metaverso è, infatti, un regno virtuale in cui gli utenti hanno la possibilità di creare e modificare l’ambiente stesso, mentre in altri mondi virtuali gli utenti sono generalmente limitati a esplorare e interagire con gli ambienti creati dagli sviluppatori del mondo virtuale.

Immersività e comunità nel metaverso

Inoltre, il metaverso è un mondo virtuale immersivo in cui le persone possono incontrarsi, chattare e collaborare come se fossero nella stessa stanza. Al contrario, i mondi virtuali tradizionali sono generalmente poco realistici e poco coinvolgenti, e le persone che vi si incontrano non hanno un aspetto molto umano.

In questo senso, il metaverso è un mondo virtuale in cui gli utenti possono interagire tra loro e con l’ambiente circostante in modo molto più realistico rispetto ai mondi virtuali tradizionali, in modo molto naturale e intuitivo, da qualsiasi dispositivo, compresi i visori di realtà virtuale e gli smartphone.

È importante notare che il metaverso di solito include un concetto di comunità molto più spinto e pervasivo di qualsiasi mondo virtuale tradizionale. Anzi, credo che quest’ultima sia una delle maggiori caratteristiche per il successo del metaverso nel nostro presente e futuro.

Già oggi, sempre più persone trascorrono una quantità significativa di tempo online, sia per lavoro che per svago: significa che il metaverso e la sua “vita online” stanno già diventando sempre più rilevanti, poiché il tempo è probabilmente la risorsa più preziosa che abbiamo nella nostra vita.

Tuttavia, nel nostro futuro, le “due vite” (online e fisica) saranno sempre più intrecciate e il confine tra vita online e vita fisica diventerà sempre più sottile. Questo sia in riferimento al concetto stesso di metaverso di cui stiamo parlando sia, in modo complementare, all’evoluzione degli ambienti fisici dal punto di vista delle smart city e degli edifici cognitivi.

Il ruolo dell’Internet delle Cose

Un’altra differenza tra il metaverso e il mondo della realtà virtuale è un fenomeno noto come Internet delle cose. Si tratta dell’integrazione del mondo fisico con quello virtuale per mezzo di oggetti dotati di sensori e collegati a Internet. Quando parliamo di realtà aumentata o di realtà mista, il fisico e il digitale vengono visti e vissuti contemporaneamente. Se ho una riunione in cui vedo alcuni colleghi fisicamente presenti nella stanza con me e altri seduti accanto a me come avatar, la domanda stessa “quanto potrebbe essere rilevante in futuro la nostra vita online rispetto a quella fisica” perde completamente di significato. Questo è il metaverso.

Nel metaverso del futuro, ci sarà un’unica vita di cui occuparsi, e sarà una vita integrata tra fisico e digitale. I protagonisti e i “padroni” del metaverso e di questa vita ibrida saranno un’evoluzione di tutto ciò che caratterizza oggi il nostro mondo fisico. Ancora una volta, è importante sottolineare che la distinzione tra mondo fisico e mondo digitale diventerà sempre più sottile e sfumata nel metaverso.

Infatti, il metaverso è tanto esteso quanto l’immaginazione dei suoi creatori. I protagonisti sono i visitatori di questo mondo, gli sviluppatori di software che lo creano e le aziende che lo popolano con i loro marchi e prodotti, come nel mondo fisico di oggi. Pertanto, molte startup saranno protagoniste e avranno un ruolo più centrale rispetto alle startup del nostro mondo fisico.

Startup, dati e blockchain

Le startup saranno grandi protagoniste del metaverso perché saranno loro a consentire la creazione di nuove esperienze e nuove realtà. Le startup creeranno nuove piattaforme, nuove applicazioni e nuovi strumenti. Creeranno anche nuove esperienze di socializzazione, intrattenimento, shopping e lavoro. Non ci sarà limite a ciò che sarà possibile, e questo porterà a una crescita esponenziale del numero di startup.

Infine, un tema che ritengo importante almeno accennare parlando del metaverso e della sua differenza rispetto ai normali mondi di realtà virtuale è il ruolo dei dati e della loro “proprietà”. In questo senso, i protagonisti del metaverso saranno anche i “padroni” dei dati di questo mondo, con interessanti riflessioni legate all’uso della blockchain. Tale tecnologia potrebbe quindi svolgere un ruolo cruciale nel metaverso, consentendo agli utenti di avere il controllo sui propri dati personali, di condividere dati e informazioni in modo sicuro e affidabile e di sfruttare la tecnologia blockchain per creare applicazioni decentralizzate per il metaverso.

In molti si chiedono se il dibattito relativo al Metaverso si sia spento, dopo il grande interesse che ha suscitato nei mesi scorsi, per lasciare spazio alle nuove tendenze come l’Intelligenza Artificiale. C’è chi è ancora scettico su questo tema, definendo il Metaverso come l’ennesima operazione di marketing da parte delle Big Tech, e chi invece ci ha creduto fermamente fin dall’inizio e continua tuttora a crederci.

D’altronde, non è possibile trascurare i numeri: secondo Tim Sweeny, amministratore delegato della Epic Games (una delle aziende più attive nella costruzione del nuovo paradigma tecnologico), ad oggi l’audience totale dei diversi mondi sociali virtuali conta oltre 600 milioni di utenti attivi.



Il Metaverso del futuro, da “Snow Crash” di Stepheson al “The Metaverse” di Matthew Ball

È il 1992 quando Neal Stephenson, scrittore di opere di fantascienza e cyberpunk, pubblica il romanzo “Snow Crash” all’interno del quale appare per la prima volta il termine Metaverso. Lo sfondo è un’America alla fine del ventesimo secolo dominata dalle grandi corporation, tra scorie atomiche e periferie postindustriali. L’unico modo per fuggire dalla quotidianità è scegliere di vivere appunto nel Metaverso: un mondo alternativo generato dai computer a cui è possibile accedere tramite dispositivi di realtà virtuale e all’interno del quale si può fare pressoché qualsiasi cosa.


Il Metaverso descritto da Stepheson è una visione di futuro non ancora raggiunta dalla tecnologia attuale. Ha provato a spiegarla e definirla secondo la moderna terminologia tecnologica Matthew Ball, uno degli esperti di queste tematiche più noti a livello internazionale. Secondo Ball, il Metaverso è una rete interoperabile di mondi virtuali 3D in tempo reale, che possono essere vissuti in modo sincrono e persistente da un numero effettivamente illimitato di utenti, con un senso di presenza individuale e con continuità di dati – come identità, storia, diritti, oggetti, comunicazioni e pagamenti.

Il Metaverso descritto da Ball ha, quindi, delle caratteristiche alle quali non si è ancora arrivati: ad esempio, attualmente all’interno di uno stesso mondo sociale virtuale non si possono collegare contemporaneamente un numero illimitati di utenti; inoltre, questi vari mondi non sono collegati tra loro in maniera interoperabile (e forse non lo saranno mai!).

Il Metaverso come esperienza tra videogioco e social network

Ma anche se la visione tecnologica descritta da Ball non è ancora completamente raggiunta, possiamo tranquillamente affermare che il Metaverso esiste a livello di experience, e da diversi anni. Milioni di utenti socializzano in tempo reale su diverse piattaforme di multiplayer online gaming anche note come mondi sociali virtuali, e lo fanno fin dai primi anni duemila grazie a intuizioni come quella di Philip Rosedale e il suo Second Life.

È infatti in quegli anni che la tecnologia del gaming online matura a tal punto da permettere agli utenti di fare anche altro all’interno di questi grandi videogiochi multiutente. All’interno di Second Life gli utenti giocano, ma al tempo stesso possono incontrarsi, conoscersi, vendere prodotti e servizi. Si tratta insomma di una vera e proprio convergenza tra un videogioco e un social network in tempo reale.

Dopo Second Life, molte altre piattaforme come Minecraft, Roblox e Fortnite hanno conquistato la scena. Oggi questi veri e propri luoghi digitali rappresentano dei punti di incontro per le nuove generazioni, che passano la maggior parte del proprio tempo online.

La dimostrazione è data anche dai numeri: il 50% della Gen Z accede a queste piattaforme per socializzare, il 75% dei giovani americani ha un account su Roblox (una intera generazione!), e durante la pandemia il numero di utenti attivi di Second Life ha raggiunto la cifra di 900.000 (17 anni dopo il lancio del gioco).

Le tecnologie per accedere al Metaverso: l’importanza della realtà virtuale

Mentre quindi centinaia di milioni di persone sperimentano quotidianamente l’esperienza del Metaverso in una sua versione primordiale, quella dei mondi sociali virtuali appunto, l’ecosistema delle tecnologie abilitanti che ne permetteranno una diffusione ancora più capillare sta evolvendo rapidamente. Oltre ai mondi simulati in 3D, infatti, tra le tecnologie del Metaverso ricordiamo la Blockchain (che abilita la creazione di economie decentralizzate all’interno dei mondi virtuali), l’Intelligenza Artificiale (che, tra le varie applicazioni, dà anche voce agli avatar sintetici all’interno di questi ecosistemi), ma soprattutto la Realtà Virtuale (VR) e la Realtà Aumentata (AR).

La VR permette di entrare in prima persona all’interno di questi mondi, mentre la AR consente di sovrapporre elementi virtuali all’ambiente fisico che ci circonda. Entrambe sono lati della stessa medaglia e spesso vengono definite insieme come “realtà estese” (XR, eXtended Realities) o “tecnologie immersive”.

Sulla loro rilevanza ricordiamo la mail del 22 giugno 2015 in cui Mark Zuckerberg spiega ai suoi azionisti il motivo dell’acquisizione di Oculus VR – startup per la quale ha da poco pagato una manciata di miliardi di dollari. “Our vision is that VR/AR will be the next major computing platform after mobile in about 10 years. It can be even more ubiquitous than mobile – especially once we reach AR – since you can always have it on. It’s more natural than mobile since it uses our normal human visual and gestural systems. It can even be more economical, because once you have a good VR/AR system, you no longer need to buy phones or TV’s or many other physical objects – they can just become apps in a digital store”.

Mentre la tecnologia AR, quella con maggiore potenziale fra le due, è ancora relativamente lontana da una diffusione capillare (almeno nella sua versione indossabile), la VR conta già decine di milioni di dispositivi venduti, e offre opportunità di ingaggio dell’utente quantomeno incredibili. Permette di provare emozioni simili a quelle reali, ci trasforma in protagonisti della narrazione, rende più divertente il fitness e più immersivo l’intrattenimento. L’unico modo per capirlo veramente… è provarla.

Possiamo quindi dire che le tecnologie XR siano fondamentali per la diffusione massiva del nuovo paradigma del Metaverso? È probabile. Lo stesso Stepheson dichiara in un suo tweet: “The assumption that the Metaverse is primarily an AR/VR thing isn’t crazy. In my book it’s all VR”. E non è un caso che Snowcrash sia stato pubblicato nel 1992, quando sul mercato stavano diffondendosi i primissimi dispositivi VR.

Il mondo del lavoro: professioni in evoluzione

La duttilità sintetica di queste tecnologie porterà senza dubbio interessanti cambiamenti nelle società dei prossimi anni, non soltanto dal punto di vista sociale ma anche professionale. Ogni nuova tecnologia ha sempre avuto un impatto più o meno importante sul mondo del lavoro, ma nel caso delle tecnologie emergenti ci sono caratteristiche importanti che vanno considerate.

Prendiamo la tanto discussa Intelligenza Artificiale, ad esempio. Grazie alla sua diffusione, dovremo capire fino a che punto avremo ancora bisogno di professionisti che svolgono determinati tipi di attività. Inoltre, visto che queste nuove tecnologie hanno la tendenza a diffondersi sempre più rapidamente, dovremo chiederci come convertire verso nuove skill intere categorie professionali (non sarà facile).

In questo scenario, il Metaverso acquisisce un ruolo rilevante. Alcuni studiosi come Youal Harari prevedono scenari distopici come la nascita di una “classe inutile”, che vivrà grazie alle sovvenzioni degli Stati e spenderà sempre più tempo all’interno del Metaverso per non annoiarsi.

Ma è forse più interessante guardare alla recente nascita di nuove figure professionali afferenti a questo ecosistema tecnologico, come il Crypto Artist, il Blockchain Developer, lo Unity Developer, il 3D Content Creator, etc. Infatti, secondo il recente Work Trend Index di Microsoft, il 51% della Gen Z e il 48% dei Millennials immaginano di svolgere un qualche tipo di lavoro all’interno del Metaverso nei prossimi due anni.

Da questo punto di vista quindi, il Metaverso non è solo una visione tecnologica o una Experience, ma rappresenta una vera e propria nuova Industry, che unisce nuove e vecchie figure professionali sotto lo stesso cappello e la stessa etichetta.


il Metaverso è una rete virtuale, un mondo interconnesso quasi parallelo al nostro.

Il sistema può essere trovato ovunque ci siano persone che creano contenuti digitali. Grazie alla natura distribuita e decentralizzata della tecnologia blockchain, i creatori di contenuti possono connettere i propri mondi in un’esperienza condivisa.

Questo significa che il Metaverso non ha un punto centrale o hub, ma è costituito da molte piattaforme indipendenti, collegate tra loro in modo dinamico. Anche se, come vedremo, non sempre è così, potremmo vedere queste piattaforme come “isole”, collegate dalla blockchain per formare un continente digitale che viene chiamato, per l’appunto, “Metaverso”. La maggior parte dei contenuti digitali creati dagli utenti sarà disponibile attraverso le applicazioni e servizi forniti.

Come abbiamo detto, non esistono solo i metaversi basati su realtà virtuale, come non esistono solo metaversi basati su tecnologia blockchain, si tratta infatti di un sistema abbastanza variegato.

Proprio allo scopo di fare chiarezza sull’argomento, e basandoci su un analisi condotta dal blog Vincos, possiamo fare una piccola classificazione delle realtà esistenti facendo una suddivisione fra quelle che fanno riferimento ad una blockchain e richiedono accesso tramite dispositivi per Virtual Reality e quelli che non presentano una necessità di questo tipo:

  • Realtà virtuale non blockchain

    • Manova World

    • Horizon Worlds

    • Sansar

    • VR Chat

    • Cluster


  • Metaversi il cui accesso si basa su Browser non blockchain

    • Core

    • Zepeto

    • Mozilla Hubs

    • Fortnite

    • Hiberworld

    • Sinespace

    • Active worlds


  • Metaversi Blockchain e basati su desktop/browser

    • Rove

    • Mona

    • Decentraland

    • Spatial

    • Cryptovoxels


  • Metaversi blockchain in realtà virtuale

    • Spatial

    • Neos

    • Somnium Space


Per iniziare a prendere dimestichezza con il tema, il panorama è abbastanza vasto, e la scelta molto ampia.

Cosa si può fare nel Metaverso?

Il Metaverso è un mondo che consente agli utenti di esplorare, creare e interagire sia con il contenuto digitale che con altri utenti. Si Può fare letteralmente qualsiasi cosa, come girovagare per la rete, esplorando i mondi virtuali da un diverso punto di vista, creare un avatar e usarlo per interagire con gli altri utenti e poi l’esperienza della realtà aumentata (AR), in cui è possibile sperimentare la realtà virtuale con ambientazioni realistiche.

Entrando più nello specifico, il Metaverso può offrire strumenti di apprendimento con gli ambienti educativi interattivi, così si può partecipare a sessioni formative in realtà virtuale condotte da docenti esperti o prendere parte a simulazioni immersive della Terra del futuro.

Ma l’aspetto forse più interessante e da approfondire è quello relativo al business: le imprese sono sempre più animate dal Metaverso come mezzo per creare interazione fra dipendenti che si trovano in nazioni diverse permettendo loro collaborare in modo efficiente senza doversi spostare fisicamente nello stesso luogo.

Addirittura una previsione sul futuro d questa realtà è quella che il sistema potrebbe continuare ad esistere anche quando non si è connessi e non lo si usa, ma questo è qualcosa che potrà verificarsi solo nel futuro. Per oggi le piattaforme permettono semplicemente divertirti con le amicizie online collegate attraverso giochi multiplayer, in un’esperienza molto più immersiva di quanto accade per i normali videogiochi.


Insomma, un universo di opportunità per chiunque è desideroso di sperimentare le possibilità offerte. Se ti interessa provare qualcosa di nuovo ed entusiasmante, ti consigliamo vivamente di dare ad alcuni dei Metaversi, che ti abbiamo indicato, un’occhiata più approfondita.

Quale sarà il futuro di internet con l’avvento del Metaverso?

Il metaverso è una nuova prospettiva tecnologica che promette di sostituire Internet come la conosciamo oggi; si basa infatti su realtà virtuale ibrida, condivisa e aumentata che, attraverso un’esperienza immersiva, offre esperienze avanzate e creative.

Vista la sua natura di tecnologia diffusa che fa ampio utilizzo della blockchain, il Metaverso potrebbe in futuro modificare completamente la nostra visione attuale di internet fatto di siti internet e piattaforme digitali; secondo alcune previsioni potrebbe svilupparsi come un insieme di ambienti digitali tridimensionali diffusi, ma connessi fra di loro e fra i quali è possibile spostarsi liberamente, così come accade nella realtà.

Ci saranno in questo modo più possibilità di collaborazione, da parti più remote del globo; connettendo servizi diversi per ottenere nuove funzionalità; i videogiochi diventeranno sempre più realistici e grazie all’intelligenza artificiale (AI) lo sviluppo dell’integrazione tra realtà virtuale e reale potrebbe aumentare notevolmente.

Con tutte queste innovazioni intorno al Metaverso stiamo assistendo ad una vera rivoluzione nell’era della tecnologia: il futuro della nostra vita sarà totalmente immersivo?

Ma quelli disponibili sono realmente Metaversi nel 2023?

Per rispondere a questa domanda bisogna fare riferimento ad alcune caratteristiche che dovrebbe avere un metaverso per essere realmente tale, secondo Matthew Ball, autore del libro “Il metaverso e come rivoluzionerà tutto”:

  • Se esistesse dovrebbe essere unico, e non spezzettato in moltissimi Metaversi

  • Se il Metaverso esistesse dovrebbe, come internet, continuare ad esistere anche se l’utente non lo sta utilizzando. Dovrebbe essere persistente

  • Se il Metaverso esistesse dovrebbe esistere coerentemente per tutti e in tempo reale, in sincrono come la vita reale

  • Se il Metaverso esistesse dovrebbe essere fatto in modo che si possa ipotizzare un’interoperabilità totale di dati, oggetti, risorse, contenuti. In altre parole se quello che vedo, indosso, possiedo nel Metaverso di Facebook, come ad esempio la macchina che guido lì, dovrei poterli utilizzare in tutti i Metaversi, ad esempio come risorse per giocare ai miei videogiochi preferiti o scambiati su un’altra piattaforma, come posso fare nella vita reale

  • Il Metaverso non deve essere confuso con la realtà virtuale né con la realtà aumentata


Anche secondo Rudy Bandiera, esperto di comunicazione digitale “esistono molti Metaversi, ma nessuno rispetta le caratteristiche sopra”.

In definitiva, siamo ancora molto lontani dal poter entrare realmente all’interno di un metaverso e forse, per certi aspetti, non avere una realtà completamente immersiva, rappresenta ancora un vantaggio.


Il Metaverso è davvero utile?

Il Metaverso è una realtà ed un concetto affascinante, ma l’utilità reale che offre alla nostra società, per adesso, può essere messa in discussione. Si tratta di un mondo virtuale, digitale e aperto a tutti, progettato per connettere persone da tutto il mondo attraverso le più recenti tecnologie. Tuttavia, c’è ancora molto da capire su come questo potrebbe portare veramente dei benefici alla società nel complesso.

Se esaminiamo l’utilità del Metaverso partendo dal presupposto che qualsiasi innovazione ha il potenziale per apportare grandi cambiamenti nella nostra vita quotidiana, ci renderemo conto che se utilizzato nel modo giusto non solo cambierebbe il modo in cui interagiamo con gli altri ma avrebbe anche implicazioni economiche ed educative significative nell’arco delle prossime generazioni.

Nonostante queste prospettive che, per certi aspetti potrebbero essere interessanti, dobbiamo anche prendere in considerazione i possibili rischi associati al suo uso improprio: un minore controllo sull’abusività online o problematiche relative alla privacy sono solo alcune delle preoccupazioni più importanti riguardo al suo utilizzo.

Per concludere si può dire che la decisione sul reale contributo che questa nuova realtà virtuale potrà dare alla società – escludendo qualsiasi ipotesi di controllo da parte di organismi pubblici o simili – dipenderá solo dall’uso responsabile che ognuno può fare della stessa.


Il mercato dell’Extended Reality (XR), la realtà estesa, sta crescendo: in Italia sono 231 i progetti censiti di cui quasi la metà riguarda processi aziendali.


Il passo successivo è il Metaverso, ma sembra sia ancora lontano: i 212 mondi virtuali attuali non sono, infatti, interoperabili, non esiste cioè quell’universo digitale entro il quale potersi muovere.

Si contano, però, già 445 progetti a livello internazionale nei diversi mondi virtuali, con sperimentazioni in particolare nel Retail (37%) e nell’Entertainment (27%). Sono 60 (13% del campione) quelli portati avanti da aziende con sede italiana per lo più nel mondo fashion-retail.

Questi dati sono alcuni dei risultati della prima ricerca dell’Osservatorio Realtà Aumentata & Metaverso della School of Management del Politecnico di Milano, che sta monitorando “la prossima grande rivoluzione nell’ambito digitale”, come l’ha definita Umberto Bertelè, professore emerito di Strategia e presidente degli Osservatori Digital Innovation al Politecnico di Milano, in occasione della presentazione della ricerca, di cui è stato possibile seguire l’evento anche nel Metaverso.


Cos’è il Metaverso

La maggioranza degli italiani (l’86%) conosce il Metaverso solo a livello superficiale, solo l’8% sa cos’è realmente. Ma come si fa a definire il Metaverso se ancora non c’è.

“Il Metaverso rappresenta la prossima grande evoluzione dell’interazione online, attraverso spazi virtuali interconnessi in cui gli utenti interagiscono tramite avatar”, spiega Marta Valsecchi, Direttore dell’Osservatorio Realtà Aumentata & Metaverso.

“Un universo digitale che però oggi ancora non esiste: attualmente sono presenti diversi mondi popolati da centinaia di milioni di utenti a livello globale, ma senza una piena interoperabilità tra essi.

Il Metaverso si basa, infatti, su tre pilastri:

  • Extended Reality

  • Mondi Virtuali

  • Concetto di Interoperabilità

Cosa serve per fare partire il Metaverso

Secondo Valeria Portale, Direttore dell’Osservatorio Realtà Aumentata & Metaverso, per dare forma al Metaverso, rendendolo soprattutto capace di creare valore per tutti gli attori, servirà la collaborazione di sviluppatori, aziende, istituzioni e anche degli utenti.

“Occorrerà definire standard condivisi per rendere i mondi virtuali interoperabili attraverso il Web3 e le tecnologie blockchain, migliorare la user experience sia dei mondi virtuali (in termini di qualità grafica, fluidità dei movimenti e modalità di interazione tra gli utenti) sia dei device di accesso, sviluppare una regolamentazione su data collection e privacy, oggi totalmente assente, e, non da ultimo, popolare i diversi mondi, abituando gli utenti a usare frequentemente questa nuova modalità di navigazione e dando loro la possibilità di fruire di contenuti, servizi ed esperienze di valore”, spiega Valeria Portale.

In Italia si stimano 1,4 milioni di utenti che visitano i mondi virtuali soprattutto per giocare o socializzare. Tra i 445 progetti sviluppati nel mondo sono ancora pochi quello rivolti al mondo business e, in particolare, mancano quelli volti a potenziare i processi industriali.

In prospettiva futura, il Metaverso potrebbe giocare un ruolo importante anche in questi ambiti grazie alla simulazione delle attività, ad esempio nella progettazione dei prodotti, e alla possibilità di collaborare e cooperare da remoto

La svolta dell’Extended Reality


Diverso è il discorso per l’Extended Reality. In Italia dal 2020 ad oggi sono stati censiti 231 progetti pubblici di XR di cui 105 in processi aziendali.

Se nel B2C, il 34% dei progetti riguarda il settore Tourism & Art, e il 25% il Retail, nel B2B/B2E, i settori più attivi sono l’Industrial Production (35% del totale), dove l’XR consente principalmente di visualizzare informazioni aggiuntive per la manutenzione o il controllo qualità e l’Healthcare (23%), dove permette la collaborazione da remoto tra i medici o la simulazione virtuale nella pianificazione dell’intervento.

Tra gli altri settori, si segnalano le Utility (8%), con progetti per il supporto della forza lavoro sul campo e la formazione dei dipendenti in ambienti virtuali, e l’Education (7%) con la creazione di stanze virtuali per specifici percorsi di formazione.

Secondo Riccardo Mangiaracina, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Realtà Aumentata & Metaverso, il 2022 è stato l’anno di svolta per l’Extended Reality, grazie anche all’onda mediatica attorno al Metaverso, strettamente legato a queste tecnologie.



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